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Ippocastano

Ippocastano(Aesculus hippocastanum )

Etimologia

Il nome del genere deriva dal lat. ‘aesculus’, specie di quercia con ghiande commestibili. L’epiteto specifico deriva dal gr. ‘híppos’, cavallo, e da ‘kástanon’, castagno: il frutto, simile alla castagna, era considerato stimolante alimento per i cavalli.

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Descrizione


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L’Ippocastano;presenta un portamento arboreo elegante ed imponente. La chioma raggiunge anche gli 8-10 metri di diametro restando molto compatta. I fiori ermafroditi a simmetria bilaterale, costituiti da un piccolo calice a 5 lobi ed una corolla con 5 petali bianchi, spesso macchiati di rosa o giallo al centro. I fiori sono riuniti in infiorescenze a pannocchia di grandi dimensioni (fino 20 cm di grandezza e 50 fiori). La fioritura avviene nei mesi di aprile – maggio.

I frutti sono capsule rotonde e verdastre, munite di corti aculei, che si aprono in tre valve e contengono un grosso seme o anche più semi di colore bruno lucido che prendono il nome di castagna matta. Hanno un sapore amaro e sviluppano un odore molto sgradevole durante la cottura; sono leggermente tossici quindi non commestibili.

 

Curiosità


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Il nome italiano significa “Castagno dei cavalli”, perché col suo frutto macinato le popolazioni turche curavano i cavalli con difficoltà di respirazione.

L‘ippocastàno produce un nettare dalla concentrazione zuccherina molto elevata (50-60%) appetito dalle api, ma non lo si trova quasi mai nei mieli data la distribuzione della pianta limitata ai viali delle città; oltre a ciò l’epoca di fioritura coincide in parte con un periodo in cui il miele prodotto viene di solito impiegato dalle stesse api per il rinforzo della “nidiata”.
I frutti, anche se molto amari, vengono mangiati dai cervi.

i giardini sono divisi in quattro aree. Associa il colore ad ogni area. Buona esperienza.
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